Pegaso Giochi · 15 anni

Sono entrato da tirocinante. Ne sono uscito sapendo tirare il filo.

Durante il tirocinio universitario sono entrato in Pegaso Giochi, in affiancamento all'ufficio grafico. Ho imparato il prodotto, la prototipazione, le logiche della produzione. Pochi mesi dopo sono passato al marketing.

Negli anni il perimetro si è allargato: cataloghi, licensing Disney e Marvel, progettazione prodotto, fiere internazionali, strumenti per la rete vendita, processi commerciali e vendita diretta.

15 anni70-80 prodotti l'annoDisney · Marvel

Il percorso

15 anni, più ruoli, un filo.

  1. Tirocinio
  2. marketing
  3. licensing e prodotto
  4. digitalizzazione commerciale
  5. fiere e vendita

Tirocinio universitario

Affiancamento all'ufficio grafico. Prototipi, progetti nuovi, i processi imparati da dentro.

Ingresso nel marketing

Cataloghi, materiali commerciali, prodotto, le prime attività di licensing.

Licensing e product design

Le style guide Disney, l'iter di approvazione, Disney e Marvel, restyling e sviluppo prodotti.

Digitalizzazione commerciale

La piattaforma agenti collegata al gestionale, la gestione delle disponibilità, il recupero dei saldi d'ordine.

Fiere e vendita

Lo stand, il budget e i fornitori, la fiera di Norimberga, le relazioni con clienti e licenziatari, la vendita in Italia.

Negli anni l'azienda attraversa una forte contrazione e la struttura si riduce. Il mio lavoro cambia insieme a lei: meno compartimenti, più responsabilità trasversali.

Caso 01

Un catalogo al posto di molti

Trovo il nodo

Pegaso stampava un catalogo per ogni pubblico: il generale, quello dei blister per la grande distribuzione, le linee Party e Party Favors, altri assortimenti ancora. Dentro ogni versione potevano convivere più lingue.

Ogni catalogo in più era un'altra tiratura, un altro scaffale di carta in magazzino, un'altra cosa da aggiornare. E ogni cliente vedeva solo il pezzo di offerta pensato per lui.

Tiro il filo

Ho proposto di unificarli. Il peso vero non erano le pagine: era il testo. Più lingue volevano dire più versioni.

Così ho spostato il lavoro dalle parole alle immagini: un sistema di pittogrammi, con una pagina-leggenda che ne spiega il significato in ogni lingua. La logica è quella di IKEA: un linguaggio visivo che si legge senza traduzione.

Cucio il sistema

Ne è nato un catalogo più universale:

  • Meno varianti da progettare e aggiornare
  • Più semplice da distribuire e da ristampare
  • Comprensibile in mercati diversi
  • Lo stesso cliente vede categorie che prima stavano in cataloghi separati

Verifico che tenga

  • Scorte di cataloghi più semplici da gestire
  • Tirature aggregate più alte, quindi stampa più efficiente
  • Meno stock frammentato
  • Clienti esposti a tutto l'assortimento: alcuni hanno scoperto e messo in negozio anche le linee Party, viste per la prima volta nel catalogo unico
  • L'offerta Pegaso percepita come un ecosistema solo

Intorno al 2010-2011, per la prima volta, un prodotto Disney viene approvato in copertina al catalogo.

Caso 02

Dall'ordine via fax alla piattaforma agenti

Trovo il nodo

Gli agenti mandavano gli ordini per telefono o per fax. In ufficio qualcuno li ricopiava a mano nel gestionale, riga per riga.

Proprio mentre l'organico si riduceva, quel lavoro pesava sempre di più sul commerciale.

Tiro il filo

È arrivata una piattaforma volutamente semplicissima, pensata per il tablet e collegata al gestionale. L'agente vedeva solo quello che serviva:

  • Referenza e foto
  • Solo i prodotti realmente disponibili
  • Quantità per imballo e sotto-imballo
  • Gli indirizzi di spedizione del cliente, già pronti da scegliere

Cucio il sistema

  1. Agente
  2. prodotti disponibili
  3. quantità
  4. indirizzo
  5. conferma
  6. gestionale
  7. ordine pronto

Gli ordini entravano nel gestionale da soli, senza ricopiatura. Anche la copertina del catalogo raccontava il cambiamento: era disegnata come un grande tablet.

Verifico che tenga

  • Ordini più rapidi
  • Meno passaggi a mano, meno occasioni di errore
  • Meno carico sul commerciale
  • Nessun ordine su merce che non c'era
  • Ordini già caricati, pronti da lavorare

Caso 03

Da riga cancellata a vendita recuperata

Trovo il nodo

Se un prodotto ordinato non era disponibile, la riga veniva cancellata. Con la riga spariva anche la richiesta del cliente.

Tiro il filo

Lavorando sul commerciale mi sono accorto che molte di quelle richieste vivevano solo nella memoria delle persone. Io sapevo che un certo cliente stava aspettando un certo prodotto. Il sistema no.

Cucio il sistema

La referenza non evasa resta tracciata. Quando il prodotto torna disponibile, il cliente viene ricontattato.

  1. Richiesta
  2. non disponibile
  3. richiesta conservata
  4. torna disponibile
  5. ricontatto
  6. sì o no

Verifico che tenga

La domanda non si perde più. Può tornare a essere una vendita.

Una richiesta che nessuno ricorda è una vendita che nessuno farà.

Caso 04

Il giallo che non vendeva

Trovo il nodo

In magazzino c'era uno stock di prodotti gialli: palloncini, piatti e altri articoli. Giravano poco.

Tiro il filo

La strada facile era lo sconto. Ho cambiato invece il contesto.

Il giallo è il colore del Giro d'Italia. Ho diviso i piccoli clienti in base alla vicinanza con le località toccate dal Giro. Era la stessa logica usata in passato con il rosa, per la Notte Rosa della Riviera Romagnola.

Cucio il sistema

  1. Stock per colore
  2. evento rilevante
  3. segmentazione geografica
  4. lista clienti
  5. proposta contestuale

Il prodotto non cambia. Cambia il motivo per cui interessa a quel cliente, in quel momento, in quel posto.

Verifico che tenga

In alcuni negozi la risposta è stata molto forte, in altri debole: dipendeva da quanto il Giro contava davvero in quella zona.

Stesso prodotto. Contesto diverso. Valore percepito diverso.

Caso 05

Marvel Heroes: progettare una linea, lasciare un sistema

Trovo il nodo

Con la licenza Marvel, arrivata tramite Disney, bisognava tradurre le style guide in una linea nuova di prodotti fisici.

Progettare ogni referenza come un oggetto a sé avrebbe moltiplicato fustelle, costi e complessità.

Tiro il filo

Sono partito dalle style guide e ho disegnato fustelle volutamente semplici e geometriche, pensando fin dall'inizio a riusarle.

Cucio il sistema

  1. Fustella
  2. grafica della licenza
  3. prodotto
  • Fustelle create una volta
  • Grafiche e licenze adattabili
  • Geometrie riutilizzabili
  • Prodotti successivi senza ripartire da zero

Verifico che tenga

Le stesse fustelle sono state riutilizzate davvero, nel tempo, per altri prodotti.

Non lasciare solo un prodotto. Lasciare una struttura che può produrne altri.

Caso 06

La scatola che diventa punto vendita

Trovo il nodo

Gli espositori servivano: permettevano di proporre assortimenti già pronti, che valevano come veri ordini d'impianto, da circa 500 o 1.000 euro a seconda della configurazione.

Ma quelli tradizionali costavano, ed erano complessi da produrre, spedire e allestire.

Tiro il filo

Accanto agli espositori tradizionali, da un confronto con il direttore commerciale è nata una soluzione semplicissima: una scatola di cartone brandizzata Pegaso che fa da espositore.

Costa poco, è leggera e si riconosce subito: logo Pegaso e grafica dei palloncini.

Cucio il sistema

La scatola non è solo un imballo. È quattro cose insieme:

  • Contenitore di spedizione
  • Assortimento commerciale
  • Espositore
  • Marchio sul punto vendita

Dentro ci stanno circa tre cartoni di merce. Il negoziante la riceve, la apre, sistema le buste di palloncini e in pochi secondi l'espositore è pronto. Finito, il cartone si smaltisce: niente da recuperare, niente da rimontare.

Intorno, gli espositori tradizionali di diverse misure, con assortimenti preallestiti e testate intercambiabili: Pegaso e Game & Party, configurazioni miste, Disney con la sua testata.

Verifico che tenga

Per Pegaso:

  • Più merce in una sola proposta, circa tre cartoni a colpo
  • Spedizione e gestione più semplici
  • Un espositore dal costo molto basso

Per il negozio:

  • Allestimento in pochi secondi
  • Merce ed espositore arrivano insieme
  • Nessun montaggio
  • Il marchio è subito presente

Imballo, logistica e punto vendita possono essere lo stesso oggetto.

Licenze e prodotto

Dentro le style guide.

Accanto ai casi c'era il lavoro di tutti i giorni: prodotti da progettare o ristilizzare dentro le regole di chi possiede il personaggio, da portare fino all'approvazione e alla produzione. Settanta, ottanta prodotti l'anno.

Disney, Winnie the Pooh

Progettazione e restyling, applicazione della style guide, iter di approvazione, preparazione per la produzione.

Disney, Minnie

Sviluppo prodotto, una fustella dedicata, un banner con una soluzione formale specifica, la gestione dell'approvazione.

Marvel

Oltre al sistema di Marvel Heroes, l'ampiezza di una linea intera.

Warner Bros.

C'era anche lei tra le licenze di Pegaso. Ci ho lavorato poco: il grosso del mio lavoro sulle licenze è stato Disney e Marvel.

Snodo

Dal dietro le quinte al banco della fiera.

Dopo il pensionamento del responsabile, con una struttura marketing ridotta, ho preso via via più responsabilità. Poi una sostituzione imprevista mi ha portato alla fiera internazionale del giocattolo di Norimberga. Da quella volta ci sono tornato con regolarità.

  • Progettazione dello stand, colori e allestimento
  • Budget e rapporto con i fornitori
  • Scelta di merci e materiali
  • Vendita in fiera, in italiano e in inglese, con clienti italiani e internazionali
  • Rapporti con Disney, Marvel e gli altri interlocutori del licensing
  • Contatti con nuovi clienti, tra cui catene del settore giochi

Le fiere erano la Spielwarenmesse di Norimberga, Christmasworld a Francoforte e la Fiera del Giocattolo di Milano, con budget intorno ai 200.000 euro a fiera. Ogni anno anche le promozioni: intorno ai 150.000 euro verso i negozi, intorno ai 70.000 verso il pubblico.

Da chi prepara la comunicazione dietro le quinte a chi la porta davanti al mercato.

Sul campo

Fuori dall'ufficio.

Nel periodo commerciale ho affiancato gli agenti sul territorio, dentro i negozi. Guardavo come i prodotti venivano esposti, assortiti e venduti, e come i negozianti li combinavano tra loro.

  • Visite ai clienti insieme agli agenti
  • Corner brandizzati
  • Materiali per il punto vendita quando servivano
  • Presenza sui cataloghi e sui materiali promozionali di operatori e clienti, anche quando sembrava rendere poco

Per capire se un sistema commerciale funziona, prima o poi bisogna uscire dall'ufficio e vedere cosa succede nel punto vendita.

Cose che ho imparato anche quando non funzionavano

Non tutto è andato come pensavo.

Un incentivo funziona solo se il sistema lo permette.

In una fase di contrazione ho provato a dare ai clienti obiettivi di fatturato, con un incentivo. Il problema è emerso presto: quando la merce non c'era, i clienti non potevano raggiungere l'obiettivo, per motivi che non dipendevano da loro.

Anche non cambiare è una decisione di design.

Ho proposto un restyling del festone storico Buon Compleanno, il PB 340 ITA. La direzione ha preferito tenere la versione consolidata. Il prodotto è rimasto com'era.

Cosa mi è rimasto

Sono entrato per imparare a progettare prodotti. Negli anni ho finito per progettare anche il modo in cui prodotti, cataloghi, agenti, clienti e vendite stavano insieme.

È probabilmente lì che ho imparato la cosa che faccio ancora oggi: trovare il nodo, tirare il filo e lasciare un sistema che continui a funzionare.

Il prossimo livello: Grownnectia, sette startup davanti agli investitori.

Parliamone.

Raccontami dov'è il nodo. Ti dico in una risposta se posso scioglierlo e da dove partirei.

Emiliano Stefanelli · viale Giordano Bruno 32, Fiano Romano (RM) · P.IVA 16808401000 Studio a Fiano Romano · in presenza tra Capena, Morlupo, Castelnuovo di Porto, Monterotondo e Roma Nord · in videocall ovunque Privacy · Cookie